Il
testo che segue è ricavato dall'intervento di Fernanda
Pivano in occasione della manifestazione "Scrittour. La
conferenza dal titolo "Just a little beat - quarant'anni
di beat generation" si è tenuta a Torino, nell'Auditorium
del Lingotto il 21 maggio 1995. La vera, grande, ricorrente
felicità per loro è che la loro poesia ha raggiunto
il pubblico l'antico sogno di tutti i poeti da quando è
nata la poesia.
I discorsi erano sempre basati sul nostro
sogno di non violenza, sul nostro sogno di comunicazione,
sul nostro sogno di finire le guerre, sul nostro sogno di
raggiungere la liberazione di tutto quello che si poteva liberare:
la liberazione sessuale, razziale, economica - la liberazione
da tutti i tipi di schiavitù morali che c'erano in
quel momento; e infatti tutte queste liberazioni sono avvenute,
compresa quella femminista che pure è partita da loro.
E allora erano sempre dei sogni che si facevano: per esempio,
mi ricordo quel momento terribile quando si era ottenuto l'accordo
antinucleare e due giorni dopo Mao ha fatto scoppiare una
bomba e siamo riprecipitati nel disastro; e poi via via ci
siamo accorti che le guerre sarebbero continuate, che i nostri
sogni di integrazionismo sarebbero falliti, che il femminismo
sarebbe fallito, che tutto sarebbe andato a rotoli. E io mi
ricordo una volta che stavo al Naropa Institute - a Bolden,
in Colorado - e lì si stava nella casa degli studenti
e ciascuno aveva due camere una sopra l'altra e le camere
erano tutte vicine, si stava sempre tutti insieme; un giorno
ero nella camera di Ginsberg, stavamo lavorando, e lui ha
ricevuto una telefonata dalla Georgia e io dalle sue risposte
capivo che la telefonata era di uno che gli diceva: "ma
lei che cosa fa, non scrive più poesie, lei è
un poeta finito" - le solite cose che quelli dell'establishment
non si stancavano di ripetere - e Ginsberg ascoltava sempre
con quella calma da rabbino che ha lui, qualunque cosa succeda
lui sta calmo, da buddista, finché a un certo punto
si è alzato bianco come la neve e ha detto "io
sono un uomo che ha avuto un sogno e lo ha visto fallire.
That's all", e ha posato il ricevitore. E quel giorno
ho capito che era finita, erano finiti i nostri sogni e non
avevamo più speranze, non c'era più niente da
fare.
Quando andavo a S.Francisco naturalmente
andavo da Ferlinghetti - lui era il re di San Francisco, ma
nel vero senso della parola. E un giorno i taxi
non si fermavano, non si fermavano, non si fermavano: a un
certo punto ha fatto lui il gesto di fermare un taxi, lui
poi era bello, alto, e il taxi si è fermato. Allora
l'autista gli ha detto: "lei è il signor Ferlinghetti?"
"Yeees" Allora il taxi mi ha preso e mi ha portato
a casa. Lui fermava i taxi, lui fermava la città. Quando
si era con lui si parlava perlopiù dei libri, delle
traduzioni, le solite cose... si parlava di queste sue mogli
- io avevo conosciuto molto bene Kirby, allora si parlava
di Kirby, la nostalgia di Kirby, la sua casa, l'arredamento:
di queste cose si parlava per esempio con Ferlinghetti. Con
Ginsberg si parlava molto di suo padre, per esempio, che io
avevo conosciuto; si parlava di questo suo nipote che lui
aveva ospitato in casa e che poi non aveva voglia di studiare,
si parlava molto di Peter Orlovsky, Peter era ancora con lui
in quel periodo poi più tardi poverino si è
ammalato; con Ginsberg erano sempre problemi di lavoro - come
si poteva fare perché la gente si convincesse di questi
nostri sogni - si parlava di tutto, si parlava di mangiare,
e c'era il problema per esempio di Ezra Pound, la grande incognita,
io poi lo avevo portato da Ezra Pound', prima a sant'Ambrogio
poi a Venezia, allora c'era questa storia di Ezra Pound e
lui che aveva cantato con l'armonium un Mantra per Ezra Pound,
e Pound con gli occhi sbalorditi. Ho portato Ginsberg in giro
per l'Italia, in Toscana, e facevamo discorsi spiccioli, che
si fanno in famiglia, ero come una persona di famiglia con
loro, e allora si chiacchierava, si chiacchierava come portinai.
Neal Cassady era un tipo bizzarro.
Per esempio, una cosa di cui sono molto orgogliosa, scusatemi
questa vanità, è che il manoscritto di Neal
Cassidy l'ho scoperto io in una cassetta di detersivi. Era
un personaggio indescrivibile perché era un cumulo
di energia vitale, un po' alimentata forse da... da... ma
non fa niente, l'importante è che ci fosse, e c'era.
Mi ricordo una serata fantastica che ho passato con lui, che
mi è rimasta in mente: lui guidava questa automobile;
questa automobile aveva tutte le portiere rotte, si dovevano
tenere con le mani, così, legate con gli spaghi che
si rompevano, con un bambino, che era il bambino della sua
ultima amante, che saltava dal sedile davanti al sedile di
dietro, e io dico adesso questo casca dal finestrino perché
i finestrini non c'erano proprio; allora siamo andati, perché
lui aveva assolutamente bisogno di un joint, allora siamo
andati a cercarlo nella casa della figlia di Alan Watts che
abitava al primo piano e lui si è arrampicato sulle
grondaie per entrare dalla finestra perché il portone
era chiuso, ma è entrato nella casa di un altro. Allora
si è sentito un po' di conferenze, e lui è uscito
giù dalle grondaie e mi ha detto "è l'altra
porta", ha fatto la stessa cosa nella casa vicina e lì
effettivamente c'era questa figlia di Alan Watts incinta ma
così, che stava dormendo perché erano le due
di notte e lei poverina dormiva, è venuta fuori con
la sua camiciona e gli ha dato questa sigaretta, questo joint,
allora lui "buonanotte", "buonanotte",
si infila nella macchina, dice "very nice girl, very
nice girl", siamo partiti e ha infilato l'autostrada
dalla parte sbagliata - ah no, prima si è fermato a
fare benzina, si è preso la benzina, lui faceva dei
discorsi lunghissimi ripetendosi, dice "noi non vogliamo
svegliare questo poverino per dargli questi pochi dollari,
lo disturberemmo, non è giusto poverino, disturbare
la gente a quest'ora, è meglio che andiamo", e
così la benzina non l'ha pagata e siamo andati avanti.
Ma ha infilato la corsia sbagliata a quelle velocità
pazze che faceva lui, e a un certo punto si è accorto
che era nella corsia sbagliata perché venivano le macchine
nell'altra direzione. Allora cosa ha fatto, ha attaccato la
marcia indietro, ed è andato a marcia indietro per
tutto il tratto della corsia per tornare al punto di partenza
dell'autostrada. Le macchine frenavano, finivano fuori strada,
e intanto lui continuava a parlare, a spiegarmi che questa
ragazza che era lì con lui era una bravissima ragazza,
che era scappata dall'ospedale, infatti vedi che è
senza le scarpe, perché lei è scappata di notte
lasciando lì le scarpe, non ha neanche i sandali, ma
lei mi amava tanto che è venuta con me per vivere con
me e ha lasciato il marito in ospedale, ma non poteva lasciare
il bambino perché lei è una brava madre, una
brava moglie, e giù a parlare di come devono essere
le brave madri, le brave mogli, i bravi bambini eccetera eccetera.
E finalmente arriviamo in una casa dove lui era atteso e dove
si faceva una festa: siamo entrati lì dentro e la stanza
era semibuia con tutta la gente sdraiata lungo le pareti:
nudi, tutti nudi. E io che sono una signora molto "perbene",
come si sa, dico adesso non vorranno mica che mi spogli -
ero ancora una bella donna, sicché non sarebbe stata
una cosa oscena come adesso, insomma, allora era ragionevole
che mi spogliassi, però non ne avevo voglia. E a un
certo punto si apre una porta, compare un uomo rosso in faccia,
tutto nudo, un bel ragazzo, io lo guardo, lui mi dice: "who
are you anyway", tu chi sei comunque, "i'm Nanda",
"ok" e se ne è andato, senza sapere chi fossi,
è andato a sdraiarsi vicino agli altri, lì c'erano
tutti i vestiti delle ragazze per terra... a un certo punto
è entrato come un bolide il bambino, strillando, perché
il bambino che era nella macchina dove era rimasto Neal con
questa ragazza così brava e questa madre meravigliosa,
"per darle la buonanotte" mi ha detto, "volevo
soltanto darle la buonanotte, ma questo bambino non ha capito,
è veramente incredibile, come fanno i bambini a non
capire", allora lungo discorso su come fanno i bambini
a non capire, e io gli ho detto: senti, io devo andare, non
posso restare qua. "Sì, certo, adesso ti accompagno,
adesso andiamo". Finalmente sono riuscita a farmi accompagnare,
quando sono arrivata gli ho detto: beh, ciao, buonanotte -
intanto la brava madre era rimasta col bambino. "Come,
buonanotte?", dice lui sbalordito. Beh, dico, sì
buonanotte, sono le quattro del mattino, oramai ti devo dire
buongiorno. "Ma come, ma tu cos'è, non fumi, non
bevi, non ti droghi, non fai l'amore con me, ma cosa mi hai
voluto conoscere a fare?" Neal era così. Era un
uomo straordinario, è stato l'esempio dell'energia
vitale per Kerouac. Kerouac forse non avrebbe scritto Sulla
strada senza Neal, però quando tutti lo hanno accusato
di ricalcare i dialoghi di Neal, lui anche per accontentare
Neal che continuava a sentire questa storia che lui aveva
ispirato i dialoghi di Kerouac, ha registrato questi dialoghi
di Neal - Carolyn Cassidy aveva preparato tutto l'occorrente,
avevano registrato questi dialoghi per settimane, e quando
li hanno sentiti si sono accorti che i dialoghi veri di Neal
erano completamente diversi dai dialoghi incantati che aveva
fatto Kerouac.
Era straordinaria la curiosità che
Kerouac aveva per il mondo. Per lui Neal rappresentava
la forza spirituale allo stato puro, l'energia vitale. Lui
era incantato da questo modo che aveva Neal di travolgere
le cose, questa sua parlata - le ultime volte che gli ho parlato
aveva oramai i cordoni del collo che si sforzavano mentre
parlava, ma aveva questo slancio straordinario, comunque se
lo procurasse. E Kerouac era tutto il contrario: era un uomo
molto taciturno, molto triste, disperato, e gli pareva che
Neal rappresentasse la vita in qualche modo; Neal in fondo
viveva con dei lavori manuali, non aveva dei problemi spirituali,
lui faceva il frenatore, oppure faceva il parcheggiatore delle
automobili - non è vero che rubava le gomme, sono leggende...
aveva tutte le mani rovinate come hanno quelli che lavorano
con le mani, e invece Kerouac era uno che poteva stare delle
ore a fissare nel vuoto, seguendo questi suoi pensieri di
disperazione che gli venivano un po' dalla sua indole, molto
dal fatto che Sulla strada è stato una decina d'anni,
otto anni non so, prima che Malcolm Cowley finalmente lo facesse
pubblicare - e nel frattempo lui andava in giro col suo zaino
e nello zaino aveva cinque romanzi dei suoi più belli.
Sono loro che lo hanno alcolizzato, questi qui che non gli
hanno pubblicato i libri, lui ha bevuto per la disperazione
finché è diventato alcolizzato. Ma lui non sapeva
di essere alcolizzato, mi diceva "sai la sera stiamo
lì con la mamma, beviamo per stare allegri". Non
hanno avuto rapporti sessuali lui e Neal; i rapporti sessuali
li ha avuti Neal con Ginsberg; Ginsberg era l'amante di Burroughs
e lo ha lasciato per Neal. Questa situazione non piaceva a
Kerouac, che diceva a Ginsberg "sei un libidinoso",
e Ginsberg diceva "ma non rompere..." - loro erano
dei compagni di scuola, parlavano come degli studenti quando
erano nel momento magico della loro creatività. Con
Neal c'era questo fatto che Kerouac era incantato da questa
energia vitale ed era come se la attingesse e infatti, quando
è morto Neal, Kerouac si è accasciato e passava
le giornate lì in questa cittadina di Lowell su una
poltrona dove l'ha trovato la figlia quando è andata
in Messico; stava su questa poltrona sempre ubriaco all'ultimo
stadio. Oppure andava lì all'osteria vicina con i fratelli
della moglie, questa Sampras che aveva sposato, cantava, stonato,
ma lui cantava le canzoni di Sinatra, era questo che a lui
piaceva, le canzoni di Sinatra; e intorno, invece di cercare
di dominarlo un po', niente, lo lasciavano bere, lo lasciavano
sbracare. Quando c'era Neal, no, Neal in qualche modo lo tratteneva,
perché lo prendeva e lo portava a fare il frenatore,
e diavolo, quando lui frenava non poteva mica ubriacarsi,
insomma, magari si ubriacava dopo. Non si drogava Kerouac,
Neal si drogava, ma Kerouac si è drogato solo nel periodo
che è stato in Messico, quando viveva nella soffitta
di Burroughs, perché vivere nella soffitta di Burroughs
e non drogarsi è un po' dura, eh. Però da questa
esperienza della soffitta dove lui viveva - in una soffitta
senza luce e si sedeva la notte quando c'era la luna sulla
gronda della soffitta e lì ha scritto Tristessa. Tristessa
era questa ragazza drogata che aveva conosciuto lì,
che non è che l'abbia aiutato a non farlo drogare.
Ma è stato l'unico periodo della sua vita, ha scritto
i versi di Mexico City Blues sotto droga - queste sono le
due cose che lui ha scritto lì, ma quando ha cambiato
residenza ed è uscito da questa soffitta, non si è
più drogato. Sì, prendeva un po' di benzedrina,
ma la prendiamo anche noi quando facciamo gli esami all'università,
insomma, inutile fare tanto gli scandalizzati - ma non era
uno che si drogasse, nenache per provare, a parte quel periodo.
Kerouac trovava, nella famiglia di Neal, quella famiglia che
non aveva in casa sua, perché c'era questa Carolyn
molto bella allora, con tutti questi figli, in questa casa
andavano tutti nudi, nessuno si vestiva - lì poi c'è
il clima che aiuta. Se tutto andava bene, avevano delle vestagliette
addosso. È stato Neal che ha voluto che Carolyn facesse
l'amore con Jack. Carolyn mi ha detto: "sai, io ero imbarazzata,
ma Neal voleva a tutti i costi che lo facessi, allora una
sera che Neal non c'era, ho preso l'iniziativa e Jack era
molto sorpreso, perché per lui ero soltanto un'amica"
- e Neal faceva di queste cose qui, era un birbante, ne faceva
di tutti i colori. Kerouac stava in questa casa di Neal, con
Carolyn che gli dava da mangiare le cose che piacevano a lui,
e a lui piacevano le cose con la pancetta, queste cose qui,
questi cibi un po' plebei, insomma, e Carolyn lo compiaceva
e lui era molto felice - ha detto che il periodo più
felice della sua vita lo ha passato a casa di Neal. Lavorava
Cassidy, lavorava anche Carolyn nell'ufficio di un industrial
designer e portava anche lei a casa del denaro. Jack forse
scriveva, ma forse credo che neanche scrivesse, credo che
lui assorbiva questa atmosfera. Lui scriveva nei posti più
strani: aveva sempre di quei piccoli notes da cento lire,
come quello che aveva Arnoldo Mondadori in tasca, e su questi
notes dovunque andasse lui prendeva degli appunti, delle cose
che poi diventavano i suoi libri. Non credo che lì
abbia scritto niente - lui in casa dei Cassidy ha fatto queste
registrazioni perché speravano entrambi di pubblicare
un libro con i discorsi veri di Neal, e poi erano talmente
brutti che non si sono potuti pubblicare.
Da principio i rapporti di Ferlinghetti
con questi altri erano abbastanza idilliaci, poi
al nono anno che Ginsberg non ha visto nemmeno una lira di
diritti d'autore, si sono un po' raffreddati. Allora Ginsberg
gli ha detto: "ma non potresti darmi qualche soldo?"
E Ferlinghetti: "ma come faccio..." Ferlinghetti
era un po' come Giulio Einaudi nei primi tempi - e allora
i rapporti si sono un po' raffreddati perché Ferlinghetti
non ha voluto pubblicare Sulla strada. Lui si giustifica dicendo:
ma io però ho pubblicato Il libro dei sogni, e naturalmente
ha venduto dieci copie, e invece se vendeva Sulla strada...
E allora anche con Kerouac i rapporti si erano un po' raffreddati,
insomma. A Burroughs non potrebbe importargliene di meno di
Ferlinghetti perché è tutta un'altra storia.
E Gregory Corso invece si aggirava in libreria, rubava i soldi
dalla cassa... Allora con Gregory era diverso - ma Gregory
era il jolly di tutti, lui voleva fare il poeta maledetto,
allora noi tutti in ginocchio - siccome è il poeta
più grande esistente in America, perché bravo
come lui non c'è nessuno in America - allora qualunque
cosa facesse tutti prostrati perché lui era il grande
poeta, e se voleva fare il poeta maledetto, pazienza, ne abbiamo
passate tutti di tutti i colori con lui; però quando
poi riesce a scrivere delle cose talmente belle, ma come si
fa a scrivere delle poesie così belle, allora anche
Gregory qualsiasi cosa facesse, tutti lo abbiamo sempre perdonato.
Lui era proprio cattivo: quando è venuto in Italia,
i giornalisti gli hanno detto: ah, ma tu sei fortunato, sei
amico della Nanda - perché lui era sempre ospite mio
fino a un certo periodo - e lui improvvisamente ha risposto:
oh, quella lì, mi ha dato tante di quelle grane! Era
molto imprevedibile, Gregory. Grandissimo poeta.
L'accusa più cretina che hanno fatto a Kerouac,
è che cominciavano con insolenza dicendo: un'altra
autobiografia di Kerouac. Non potevano sopportare questa sua
realtà, questo suo modo di narrare quello che stava
succedendo; era circondato dall'ostilità di tutti,
tranne dei giovani naturalmente, perché la speranza
del mondo è sempre nelle mani dei giovani, sono solo
i giovani che hanno il futuro nelle loro mani, che possono
sbagliare, i vecchi non possono sbagliare, sono lì
come dei cretini, come dei fossili che aspettano di morire.
I critici naturalmente non accettavano niente di questi qua,
non capivano niente, dicevano: ma che cos'ha da gridare tanto?
- io me le ricordo le signore in America: ma che cos'ha da
gridare tanto?, perché è così arrabbiato?
dicevano a Ginsberg per esempio, in un momento in cui stavano
succedendo le cose che succedevano in America e che sappiamo
tutti. La critica tante volte le cose nuove non le vuole:
non hanno accettato questo suo modo di raccontare la vera
storia sua e degli altri - il suo libro forse più bello
che è Visioni di Cody, è proprio un esempio
tipico, ma anche Angeli di desolazione, dove lui fa la cronistoria
di quello che stava succedendo allora, sono dei documenti
importantissimi; quando lo fanno gli autori francesi, sono
tutti contenti, quando lo hanno fatto loro no, non andava
bene, perché? Il pragmatismo non è stato mai
accettato in Europa, è proprio il segno che divide
la letteratura americana da quella europea. La critica è
stata così, e allora io ho fatto la Giovanna d'Arco.
Questo "qualcosa" che hanno loro,
credo sia il senso di vivere nel nome della libertà.
I giovani, proprio perché sono giovani,
sognano la libertà e credono che sia raggiungibile,
non sanno che non si può raggiungere. Ma finché
sono giovani, ci sperano. Loro sono stati i cantori della
libertà, si sono lasciati decapitare per cantare le
loro liberazioni da tutto, per essere liberi. E i giovani
questo lo sentono. I giovani di adesso lo sentono dai fratelli
maggiori e certe volte addirittura dai padri, questi racconti
che sono diventati delle specie di favole, delle specie di
leggende, e invece erano cose vere. Sono rimaste. Intanto
molte cose nella prosodia sono cambiate, grazie a loro, perché
la prosodia accademica ha subito un grosso colpo, una grossa
legnata dalle poesie che hanno fatto loro. Ma nel comportamento,
poi, tutto il costume di tutto il mondo è il costume
che loro hanno introdotto; hanno introdotto i jeans - che
si portano anche in Russia, possibilmente della marca Levi's
americana; hanno introdotto questo costume dell'unisex, questo
fatto delle donne coi capelli corti e gli uomini coi capelli
lunghi; questo modo di andare nelle cerimonie indossando i
famosi sandali che erano proprio il loro distintivo, al punto
che il povero Kaufman, una volta che era in un bar coi sandali,
è entrato un poliziotto, gli ha calpestato i piedi,
gli ha rotto le dita di tutti e due i piedi perché
aveva le dita fuori dai sandali; tante cose, non so, quel
modo di portare quei berrettini strani, quel modo di... FREGARSENE!
Con un coraggio veramente straordinario; loro sono riusciti
a scandalizzare perfino Anais Nin, che pure ne aveva viste
di tutti i colori, ma per questo loro modo di agire secondo
il primo impulso - ed era un modo di agire secondo il primo
impulso sempre nel desiderio di raggiungere la liberazione
degli altri, perché con il loro esempio speravano che
gli altri capissero. Loro si erano fatti la loro società
zen dentro il loro guscio, non volevano niente, vivevano senza
soldi, stando anche tre giorni vivendo soltanto di tè,
magari nel tè c'era dentro qualche altra cosa... ma
insomma era tè, non toccavano cibo perché non
avevano i soldi per comperarlo. La fotografia che c'è
adesso sulla copertina dell'antologia che ha ristampato con
mia grande gioia Feltrinelli, ha un'immagine di Kerouac sull'angolo
della strada che chiede l'elemosina. Gregory Corso viveva
nello stanzino delle scope in un albergo di Parigi. Cioè,
avevano completamente rinunciato a qualsiasi cosa, e questo
ha impressionato questi ragazzi che adesso, mamma mia, quando
sono a casa cercano di spillare soldi ai genitori, parlano
dell'automobile della motocicletta dei motorini, devono cambiare
la motocicletta col motorino, il motorino con l'automobile,
sono sempre lì - loro non avevano nè automobile,
nè motorino, nè motocicletta, andavano a piedi,
andavano sui carri merci; Ginsberg ha dormito nel sacco a
pelo sul prato davanti alla chiesa di Assisi perché
non aveva i soldi per andare in albergo. Insomma, avevano
completamente rinunciato al consumismo, questa è la
grande rinuncia che loro hanno fatto. Non è la povertà
volontaria, o forse sì ma non nel senso cattolico,
era la protesta al consumismo americano. Loro l'hanno raggiunto
dando l'esempio, mettendosi questi vestiti. Io mi ricordo
nella Quinta Strada, una vetrina dove c'erano un paio di jeans
tutti stracciati e il cartello: "jeans consumati da un
vero beat". Capito?
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