_BEAT OF THE WEEK!
Mi lancio alla rincorsa dei miei istinti
e in un solo momento mi accorgo di non averne
o perlomeno ne colgo ogni istante uno
e lo assecondo.

KILOBLASTER, ISTINTI
_BEAT FORUM

per discutere di beat generation, nuovi beat, poesia, controcultura, resistenza ideologica, libertà di pensiero...

_BEAT COMMUNITY
S c R i V e R e B e A t
Non siamo in pochi a condividere la passione per i beat, a scrivere noi stessi i nostri flussi di pensiero...

ENTRA NELLA BEAT COMMUNITY

INVIA UN TUO SCRITTO
_SPECIALE JACK KEROUAC
Fino al 16 Dicembre su Marcopolo TV L'America Coast to coast, il nuovo programma dedicato ai viaggi di Kack Kerouac
TUTTE LE PUNTATE NEL DETTAGLIO
LA LOCANDINA DELLA TRASMISSIONE
LA SIGLA ORIGINALE!
_MATERIALI BEAT
Una selezione di film beat in Italia, chiaramente se ne avete da segnalare, consigliare o recensire... scriveteci!
FILM BEAT

_40 ANNI DI BEAT GENERATION

di Fernanda Pivano
Questo "qualcosa" che hanno loro, credo sia il senso di vivere nel nome della libertà. I giovani, proprio perché sono giovani, sognano la libertà e credono che sia raggiungibile, non sanno che non si può raggiungere. Ma finché sono giovani, ci sperano. Loro sono stati i cantori della libertà, si sono lasciati decapitare per cantare le loro liberazioni da tutto, per essere liberi. E i giovani questo lo sentono. CONTINUA
_MA CHI SONO I BEAT?
La parola a Kerouac
"La Beat Generation non è teppismo.
In qualità di colui che improvvisamente ha trovato la parola "beat" per descrivere la nostra generazione, vorrei esprimere il mio modesto parere sull'argomento prima che qualunque altro scrittore cominci a definirla "teppista", "violenta", "indifferente", "sradicata".
Come possono le persone essere senza radici? E indifferenti a che cosa? Ai bisogni? E sarebbero dei teppisti perché non vestono elegantemente?" CONTINUA
_IL VERO RITRATTO DELLA BEAT GENERATION
di Irene Bignardi
All´alba del 5 settembre 1957 un uomo bruno, dall´aria tosta e un po´ malconcia, più gonfio e più segnato di quello che prevedevano i suoi trentacinque anni, si alzò dal letto dove aveva passato la notte con la bella ragazza di ventun anni che da qualche tempo era la sua morosa e che aspirava a diventare una scrittrice, e si diresse verso l´edicola sulla sessantaseiesima strada, la prima, a Manhattan, a ricevere i giornali del mattino. Dobbiamo pensare che fosse piuttosto nervoso e ansioso. Quel giorno, gli era stato preannunciato, sarebbe uscita sul New York Times la recensione del libro che aveva faticosamente pubblicato dopo anni di dolori, viaggi, stesure, controstesure, limature, tormenti, editing. Era la decisione, la sanzione, il verdetto che avrebbe fatto di lui uno scrittore riconosciuto. O il disastro.

CONTINUA
(sito ottimizzato per una risoluzione video 1024x 768) - data creazione: 03.10.03 - ultimo aggiornamento: 02.12.03