| _BEAT
OF THE WEEK! |
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Mi
lancio alla rincorsa dei miei istinti
e in un solo momento mi accorgo di non averne
o perlomeno ne colgo ogni istante uno
e lo assecondo.
KILOBLASTER, ISTINTI |
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_BEAT
FORUM |
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per
discutere di beat generation, nuovi beat, poesia, controcultura,
resistenza ideologica, libertà di pensiero...
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| _MATERIALI
BEAT |
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Una
selezione di film beat in Italia, chiaramente se ne avete
da segnalare, consigliare o recensire... scriveteci!
FILM
BEAT
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_40
ANNI DI BEAT GENERATION
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di
Fernanda Pivano
Questo
"qualcosa" che hanno loro, credo sia il senso di vivere
nel nome della libertà. I
giovani, proprio perché sono giovani, sognano la libertà
e credono che sia raggiungibile, non sanno che non si può raggiungere.
Ma finché sono giovani, ci sperano. Loro sono stati i cantori
della libertà, si sono lasciati decapitare per cantare le loro
liberazioni da tutto, per essere liberi. E i giovani questo lo sentono.
CONTINUA |
| _MA
CHI SONO I BEAT? |
La
parola a Kerouac
"La Beat
Generation non è teppismo. In
qualità di colui che improvvisamente ha trovato la parola "beat"
per descrivere la nostra generazione, vorrei esprimere il mio modesto
parere sull'argomento prima che qualunque altro scrittore cominci
a definirla "teppista", "violenta", "indifferente",
"sradicata".
Come possono le persone essere senza radici? E indifferenti a che
cosa? Ai bisogni? E sarebbero dei teppisti perché non vestono
elegantemente?" CONTINUA |
| _IL
VERO RITRATTO DELLA BEAT GENERATION |
di
Irene Bignardi
All´alba del 5 settembre 1957 un uomo bruno, dall´aria
tosta e un po´ malconcia, più gonfio e più segnato
di quello che prevedevano i suoi trentacinque anni, si alzò
dal letto dove aveva passato la notte con la bella ragazza di ventun
anni che da qualche tempo era la sua morosa e che aspirava a diventare
una scrittrice, e si diresse verso l´edicola sulla sessantaseiesima
strada, la prima, a Manhattan, a ricevere i giornali del mattino.
Dobbiamo pensare che fosse piuttosto nervoso e ansioso. Quel giorno,
gli era stato preannunciato, sarebbe uscita sul New York Times la
recensione del libro che aveva faticosamente pubblicato dopo anni
di dolori, viaggi, stesure, controstesure, limature, tormenti, editing.
Era la decisione, la sanzione, il verdetto che avrebbe fatto di lui
uno scrittore riconosciuto. O il disastro.
CONTINUA |
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